Il problema della cura e della
assistenza ai pazienti affetti da malattie terminali nasce da una
esigenza reale della popolazione.
In Italia muoiono ogni anno
circa 550mila persone, di queste circa 400mila (73%) concludono la
loro esistenza dopo aver attraversato il periodo terminale della
malattia.
Per quanto riguarda le sole
neoplasie, a fronte degli oltre 250 mila nuovi casi diagnosticati per
anno si rileva il decesso di 150 mila persone per anno; il 90% di
questi malati, con loro famiglie, hanno sperimentato le sofferenze, le
angosce e le devastazioni del cancro al suo ultimo stadio. Questi
dati, dimostrano che i bisogni dei cosiddetti "terminali"
rappresentano un grave problema sociale e morale che investe la
societą nel suo complesso, in particolare alla luce di una moderna
ridefinizione dell'area di terminalitą, che oggi viene
convenzionalmente indicata in sei mesi o pił.
Il lento ma costante diffondersi dei centri di terapia del dolore e
cure palliative (TDCP), ha fornito una risposta forte al problema dei
malati di cancro con breve aspettativa di vita il cui decorso di
malattia conduce ad una perdita progressiva di autonomia attraverso
fasi caratterizzate da una elevata variabilitą di sintomi
psico-fisici, primo fra tutti il dolore, e da una intensa sofferenza
soggettiva.